28 Settembre 2025

Il Team Europe ha vinto la Ryder Cup battendo il Team Usa per 15-13

Shan Lowry (Getty Images) Shan Lowry (Getty Images)

Il Team Europe ha vinto per 15-13 sul Team USA la 45ª edizione della Ryder Cup, tornando a conquistare il trofeo negli Stati Uniti 13 anni dopo averlo ottenuto nel 2012 con una rimonta che fu poi definita “il miracolo di Medinah”.

Sul percorso del Bethpage State Park Golf Course di Farmingdale (New York), è stato l’irlandese Shane Lowry, pareggiando con Russell Henley, a conquistare il mezzo punto che, di suo, avrebbe assicurato il trofeo ai continentali quali detentori per il successo di Roma 2023. Poi però è arrivata la vittoria con gli altri due pari di Tyrrell Hatton e di Robert MacIntyre.

Non è stato semplice, però, per la squadra di Luke Donald, con vice capitani i due azzurri Edoardo e Francesco Molinari, il danese Thomas Bjorn, lo spagnolo José Maria Olazabal e lo svedese Alex Noren, superare gli statunitensi, pur avendo iniziato i dodici singoli finali con il vantaggio record di 11,5-4,5.

Bastavano 2,5 punti per chiudere il conto, che sono diventati subito due perché l’Europa ne ha ricevuto mezzo a tavolino. Infatti il match tra Viktor Hovland e Harris English non si è disputato per l’infortunio del norvegese e per regolamento è stato decretato il pari.

Inizialmente sembrava che i due punti potessero essere conquistati con una certa tranquillità poiché nelle prime buche erano avanti Justin Rose, Tommy Fleetwood, Matt Fitzpatrick, Rory McIlroy e Ludvig Aberg, ma la formazione di Keegan Bradley, coadiuvato dai vice capitani Jim Furyk, Kevin Kisner, Webb Simpson, Brandt Snedeker e Gary Woodland, ha reagito con grande determinazione. Così solo Aberg (2&1 su Patrick Cantlay) e Matt Fitzpatrick (pari con Byson DeChambeau, che ha rimontato da un 5 down) hanno preso punti arrivando a quota 13,5. Poi lo stallo con gli americani che, sulla spinta delle prodezze di Cameron Young, Justin Thomas, Scottie Scheffler (1 up su McIlroy) e Xander Schauffele, continuavano ad avanzare, mentre il mezzo punto necessario a Donald non arrivava mai.

Alla 17ª era 1 down anche Lowry e sembrava in procinto di perdere, ma sull’ultima buca ha indovinato tutto e, dopo un errore con il putter di Russell Henley, ha messo a segno il birdie che valeva la Ryder Cup. In quel momento chi era ancora in campo ha cercato la vittoria piena e, come detto, Tyrrell Hatton (pari con Collin Morikawa) e Robert MacIntyre (pari con Sam Burns) non hanno mancato l’obiettivo.

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Golf Story

  • I "tre moschettieri"
    e il super maestro
    del golf italiano
    I "tre moschettieri" e il super maestro del golf italiano 15/04/2021

    Da 2 al 5 settembre prossimo tornerà l’Open d’Italia. Sarà la 78ª edizione dell’evento nato nel 1925  che però in tanti anni ha espresso solo sei vincitori italiani, due capaci di fare doppietta, Ugo Grappasonni (1950-1954) e Francesco Molinari (2006-2016) che si sono affiancati a Francesco Pasquali, a segno dell’edizione inaugurale del 1925, Aldo Casera (1948), Baldovino Dassù (1976) e a Massimo Mannelli (1980). Tra i "magnifici sei" soffermiamo l’attenzione su Aldo Casera e Ugo Grappasonni, due esponenti dei mitici "Tre moschettieri" del golf italiano. 

    Del trio faceva parte anche Alfonso Angelini, che non ebbe mai la fortuna di vincere l’Open, ma che detiene un primato probabilmente destinato a perenne imbattibilità: si impose per ben dieci volte nel Campionato Nazionale Omnium, oggi Campionato Nazionale Open.  La loro storia si intreccia con quella di un altro grandissimo personaggio, Pietrino Manca "il maestro dei maestri" che ha trascorso tutta la sua vita al Circolo Golf Roma Acquasanta

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