James Leow ha vinto con 265 (66 68 68 63, -23) l’Aramco Invitational Tournament, il torneo che ha chiuso la stagione dell’Asian Development Tour, il secondo circuito asiatico imperniata su 14 eventi. Sul percorso del Rolling Hills Golf Club (par 72), a Dhahran in Arabia Saudita, il 26enne singaporiano con un 63 (-9, un eagle, nove birdie, due bogey), miglior parziale del giro, ha rimontato dal sesto posto superando l’inglese Angus Flanagan, leader nel terzo round e poi secondo con 267 (-21). Leow con questa impresa è terminato quarto nell’ordine di merito e si è guadagnato una delle dieci ‘carte’ per l’Asian Tour 2026 assegnate ai primi del ranking, oltre a un assegno di 43.750 dollari su un montepremi di 250.000 dollari, il più ricco nel 2025.
Dei quattro azzurri in gara il migliore è stato Andrea Saracino, 21° con 275 (72 68 67 68, -13), seguito da Gabriele De Barba, giapponese con passaporto italiano, 41° con 281 (-7), e da Edoardo Raffaele Lipparelli, 56° con 288 (par), mentre è uscito al taglio Michele Ortolani, 61° con 145 (+1).
Alle spalle dei due protagonisti, il filippino Carl Jano Corpus, terzo con 268 (-20), l’inglese Finlay Mason, il marocchino Ayoub Lguirati e il malese Khavish Varadan, quarti con 270 (-18), e il coreano Minhyeok Yang, settimo con 271 (-17).
Michele Ortolani, 21° nell’ordine di merito, tre top nell’anno, e Gabriele De Barba, 24°, che si è imposto a maggio nell’Ambassador ADT a Taiwan, avranno la ‘carta’ per la prossima stagione.
LA VIGILIA - A Dhahran, in Saudi Arabia, si conclude l’Asian Development Tour, il secondo circuito asiatico, con l’ultima delle 14 gare in programma, l’Aramco Invitational Tournament. Sul percorso del Rolling Hills Golf Club, dove si gioca dal 26 al 29 novembre il torneo più ricco della stagione con un montepremi di 250.000 dollari, al termine verranno assegnate ai migliori dieci ‘carte’ per l’Asian Tour 2026, mentre i classificati dal 11° al 37° posto riceveranno quella per il prossimo Asian Development Tour.
In gara quattro giocatori italiani, Michele Ortolani, Gabriele De Barba, Andrea Saracino ed Edoardo Raffaele Lipparelli. Sono sicuri di rimanere sul circuito il primo, 16° nel ranking, tre top ten nell’anno, e De Barba (19°), 29enne giapponese con presenze sul Japan Golf Tour, che gioca con passaporto italiano e che, peraltro, è andato a segno a maggio nell’Ambassador ADT a Taiwan. Hanno però possibilità di salire ancora con una grande prestazione, mentre gli altri due italiani devono appellarsi a un successo.
Nel field tutti i migliori compresi nove tra i primi dieci dell’ordine di merito, dei quali almeno sette sono già promossi: il thailandese Tawit Polthai (n. 1), gli inglesi Matt Killen (n. 2) e Sam Broadhurst (n. 7), i filippini Carl Jano Corpus (n. 3) e Aidric Chan (n, 5) l’indiano Karandeep Kochhar (n. 4), suo il precedente Red Sea Open in Egitto, e l’austriaco Niklas Regner (n. 6). Rischiano i thailandesi Nopparat Panichphol (n. 8) e Waris Manthorn (n. 10), ma molto di più il filippino Juvic Pagunsan (n. 9) assente. Possono sperare di entrare in top ten il thailandese Poom Pattaropong, l’inglese Finlay Mason, il taiwanese Ching-hung Su e il coreano Minhyeok Yang, oltre, come detto, a Ortolani e De Barba.