L’inglese Greg Owen ha vinto con 198 (65 68 65, -18) colpi il MCB Mauritius Legends e l’australiano Scott Hend ha primeggiato nell’ordine di merito. E’ il responso dell’ultima gara del Legends Tour, il circuito per “over 50”, disputata sul percorso del Constance Belle Mare Plage (par 72) nell’Isola di Mauritius, dove Emanuele Canonica è terminato 19° con 207 (71 68 68, -9) dopo un buon recupero seguito a una partenza lenta.
Gregory Clive Owen, 53enne di Mansfield, si è fregiato del primo titolo grazie a un round finale in 65 (-7), miglior parziale di giornata, frutto di dieci birdie, un bogey e di un doppio bogey, con particolare merito per l’ultimo birdie, quello realizzato alla buca 18, che gli ha permesso di avere ragione dell’indiano Jeev Milha Singh e del sudafricano Darren Fichardt, che avevano provato a portarlo al playoff, anche loro con un birdie. Ma si sono dovuti accontentare del secondo posto con 199 (-17). Quanto a Owen in precedenza aveva nel palmarès soltanto un successo sull’European Tour (ora DP World Tour), uno sul Challenge Tour (attualmente HotelPlanner Tour) e uno sul Web.com Tour americano (oggi Korn Ferry Tour).
In quarta posizione con 201 (-15) l’inglese Peter Baker, al quale non è riuscita l’impresa di vincere l’evento per il terzo anno consecutivo, in quinta con 203 (-13) lo scozzese Stephen Gallacher, il neozelandese Michael Campbell, in carriera vincitore dei un Major e l’altro autore di un 65 (-7, sette birdie), e gli inglesi Andrew Marshall e Craig Farrelly e in nona con 204 (-12) i gallesi Mark Mouland e Jamie Donaldson.
Hend, come detto, si è imposto nel ranking davanti a Baker e al sudafricano Keith Horne. I primi dieci avranno ‘carta’ piena per il 2026 con l’ulteriore vantaggio di poter partecipare ai tre Majior della categoria, il Senior Open, il Senior US Open e il Senior PGA Champiship, oltre a un ricco torneo che avrà luogo in Portogallo. “Carta” piena per il Legend Tour anche per coloro che si sono classificati dall’11° al 20° posto, che potranno giocare nel Senior Open nel Senior PGA Championship. Tra costoro c’è anche Emanuele Canonica, 18° in graduatoria.
Buona stagione per l’azzurro con quattro top ten: secondo nel Reignwood Legends Championship, terzo nel Vattanac Legends Championship Legacy Edition, quinto nell’OFX Irish Legends e settimo nell’European Legends Cup.
LA VIGILIA - Il Legends Tour 2025 si conclude nell’Isola di Mauritius, sul percorso del Constance Belle Mare Plage, con il MCB Mauritius Legends in programma dal 5 al 7 dicembre, dove sarà in gara Emanuele Canonica. L’azzurro è reduce dal terzo posto nel Vattanac Legends Championship Legacy Edition, disputato in Cambogia, dove ha siglato la seconda miglior prestazione stagionale, terminando per la quarta volta in top ten dopo il secondo posto nel Reignwood Legends Championship, il quinto nell’OFX Irish Legends e il settimo nell’European Legends Cup.
Nel field tutti i migliori del tour “over 50” con i primi 19 dell’ordine di merito (compreso Canonica 18°) e tredici vincitori nell’anno. Particolarmente motivato l’inglese Peter Baker (n. 2), che proverà a imporsi per la terza volta consecutiva, mentre farà passerella l’australiano Scott Hend, 52enne di Townsville, unico con due successi, che non ha più rivali nella corsa per assicurarsi la leadership nel ranking.
Da assegnare, invece, il premio “Barry Lane Rookie of the Year” al quale sono candidati il sudafricano Darren Fichardt, gli scozzesi David Drysdale e Stephen Gallacher e l’inglese Matthew Cort.
Oltre a Baker, Hend, Fichardt e Drysdale, sono tra i favoriti anche gli altri nove partecipanti saliti sul gradino più alto del podio: gli inglesi Simon Griffiths, Andrew Marshall (suo il Sergio Melpignano Senior Italian Open), Steve Webster e Jamie Donaldson, i sudafricani Keith Horne e James Kingston, l’austriaco Markus Brier, lo statunitense Bo Van Pelt e il neozelandese Mark Brown. Hanno comunque chance di rendersi protagonisti, tra gli altri, lo svedese Mikael Lundberg, il brasiliano Adilson Da Silva, la scorsa stagione al vertice dell’ordine di merito, il francese Lionel Alexandree e gli inglesi Simon Khan e Greg Owen.