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06 Novembre 2026

DP Tour: Laporta raggiunto da Rahm e Hatton

Francesco Laporta (Getty Images) Francesco Laporta (Getty Images)

Francesco Laporta, pur avendo rallentato con un 70 (-2, sei birdie, due bogey, un doppio bogey), è rimasto al comando dell’Abu Dhabi Aldar Championship, ma è stato raggiunto dallo spagnolo Jon Rahm (65 67) e dall’inglese Tyrrell Hatton (67 65), entrambi membri della LIV Golf.

Nel primo dei due PlayOffs conclusivi della stagione del DP World Tour, che si sta disputando sul percorso del Yas Links GC (par 72) ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, il trio di testa precede di un colpo gli inglesi Matthew Jordan e Sam Bairstow, il polacco Adrian Meronk, altro atleta della Superlega araba, e il nordirlandese Rory McIlroy, quarti con 133 (-11), con quest’ultimo numero due della classifica mondiale e tre del ranking europeo, risalito 29 posizioni e che poteva essere leader solitario, se non avesse subito una penalizzazione di due colpi nel round iniziale.  

Al 20° posto con 138 (-6) l’inglese Aaron Rai, che difende il titolo, al 38° con 141 (-3) l’iberico Eugenio Chacarra, numero 1 della Race to Dubai (ordine di merito), e al 57° con 145 (-1) lo statunitense Patrick Reed, numero 2.

Quanto agli altri italiani Francesco Molinari (70 68) e Stefano Mazzoli (69 69), sono 21.i con 138 (-6), Gregorio De Leo 50° con 143 (75 68, -1), Filippo Celli 57° con 145 (74 71, +1) e Guido Migliozzi 69° con 150 (73 77, +6) su 70 concorrenti. Il montepremi è di 9.000.000 di dollari con prima moneta di 1.530.000 dollari.

PRIMO GIRO - Una gran prima giornata per Francesco Laporta nell’Abu Dhabi Aldar Championship, il primo dei due PlayOffs conclusivi della stagione del DP World Tour che si sta disputando sul percorso del Yas Links GC (par 72), ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti.

Il 36enne pugliese ha realizzato un 62 (-10, un eagle, otto birdie), suo miglior score sul giro in carriera, e ora guida la graduatoria con tre colpi di vantaggio sullo spagnolo Jon Rahm, sull’inglese Sam Bairstow e sull’austriaco Bernd Wiesberger, secondi con 67 (-7). In quinta posizione con 66 (-6) il polacco Adrian Meronk e l’inglese Matthew Jordan.

Tra i concorrenti in settima con 67 (-5) l’inglese Aaron Rai, che difende il titolo, e in 33ª con 70 (-2) lo spagnolo Eugenio Chacarra, leader dell’ordine di merito, e il nordirlandese Rory McIlroy (n. 3), che ha ricevuto due colpi di penalità, e più indietro lo statunitense Patrick Reed (n. 2), 56° con 74 (+2).

Così gli altri azzurri: Stefano Mazzoli 22° con 69 (-3), Francesco Molinari 33° con 70 (-2), Guido Migliozzi 51° con 73 (+1), Filippo Celli 56° con 74 (+2) e Gregorio De Leo 61° con 75 (+3). Il montepremi è di 9.000.000 di dollari con prima moneta di 1.530.000 dollari.

Mi sembrava di essere in un videogioco” ha detto Laporta. “Colpivo la palla che partiva diritta, imbucavo i putt e mi creavo opportunità. In realtà, negli ultimi giorni le cose non andavano. Quindi ieri ho passato molto tempo in campo pratica e sul green, cercando di capire come gestire le traiettorie e lo spin, perché i green sono perfetti, ma anche veloci. Ora funziona tutto".

PRIMO GIRO - Gran finale del DP World Tour con i due ricchi PlayOffs, entrambi eventi delle Rolex Series, che concludono la stagione. Si comincia con l’Abu Dhabi Aldar Championship (5-8 novembre), al quale sono stati ammessi i primi 70 classificati nella Race to Dubai (ordine di merito), che poi si ridurranno a 50 nel successivo DP World Tour Championship (12-15 novembre) dove si designerà il miglior atleta del circuito 2026.

Al via, sul percorso del Yas Links GC ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, sei giocatori italiani: Gregorio De Leo, Francesco Laporta, Stefano Mazzoli, Guido Migliozzi, Francesco Molinari e Filippo Celli.

Aaron Rai defender - Campione in carica Aaron Rai (n. 5 del ranking), 31enne di Wolverhampton, vincitore quest’anno di un major, il PGA Championship, primo inglese in 107 anni a sollevare il Wanamaker Trophy. Il suo palmarès comprende anche tre successi sul DP World Tour, al netto del major stesso, altrettanti sull’HotelPlanner Tour e uno sul PGA EuroPro Tour. Gioca di preferenza sul PGA Tour, ma a settembre è stato runner up nel BMW PGA Championship.

Corsa al trono europeo - Field delle grandi occasioni con tanti big alla partenza e diversi obiettivi da raggiungere. Si compete per il prestigioso titolo della gara che rende 1.530.000 dollari (su un montepremi di 9.000.000 di dollari), per le dieci ‘carte’ per il PGA Tour 2027, riservate ai primi della Race to Dubai non altrimenti esenti, ma soprattutto calamita l’attenzione la competizione per conquistare l’Harry Vardon Trophy.

Sono in corsa per ottenerlo e salire sul trono europeo numerosi concorrenti, ma hanno qualche chance in più i primi quattro della graduatoria, con particolari motivazioni per il nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale e tre continentale. Cerca l’ottava vittoria nel ranking (il quinto consecutivo) per eguagliare il record di Colin Montgomerie, ma vuole andare oltre e arrivare almeno ai sette allori di fila dello scozzese, primato che per anni è sembrato inattaccabile. Ha però tre rivali piuttosto agguerriti: lo spagnolo Eugenio Chacarra, numero uno, tre successi nell’anno, che lo sopravanza di 999 punti, lo statunitense Patrick Reed (n. 2), che lo precede di 329, e il sudafricano Casey Jarvis (n. 4), che lo segue, il quale è salito sul gradino più alto del podio in due tornei come Reed.

Tutti favoriti insieme a tanti altri quali lo spagnolo Jon Rahm, l’australiano Adam Scott, l’inglese Matt Wallace, il neozelandese Daniel Hillier e numerosi vincitori stagionali tra i quali ricordiamo i sudafricani Jayden Schaper (doppietta), Michael Hollick, Yurav Premlall, l’iberico David Puig, i giapponesi Kota Kaneko e Yuto Katsuragawa e Stefano Mazzoli, che a luglio si è imposto nel Corales Puntacana, valido anche per il PGA Tour. Oltre ai past winner, gli inglesi Tommy Fleetwood (2017, 2018) e Tyrrell Hatton (2021) e il francese Victor Perez (2023).

Tra i dieci a caccia del lasciapassare per il circuito americano, corrono rischi l’austriaco Bernd Wiesberger, lo svedese Oliver Lindell e l’inglese Joe Dean, gli ultimi tre che al momento sarebbero promossi, mentre coloro che li precedono lo hanno già in tasca.

Gli azzurri - Tra gli azzurri De Leo, al debutto in una gara delle Rolex Series, ha l’obiettivo a rimanere in top 50 (46° attualmente). Deve difendere gli 85 punti di margine sul 51° in graduatoria, Jon Rahm, destinato a salire. Comunque il biellese ha le carte in regola soprattutto per puntare più in alto, piuttosto che guardarsi alle spalle. Quanto a Laporta (57°), Mazzoli (61°), Migliozzi (67°), Molinari (73°) e Celli (78°) devono guadagnarsi il pass, con difficoltà crescenti secondo la loro posizione, ma per tutti è necessaria una prestazione di rilievo.

Il torneo in diretta su Sky - L’Abu Dhabi Aldar Championship sarà trasmesso in diretta da Sky, canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari su entrambe le piattaforme: giovedì 5 novembre, venerdì 6 e sabato 7, dalle ore 8 alle ore 14; domenica 8, dalle ore 7,30 alle ore 13,30. Commento di Silvio Grappasonni, Michele Gallerani, Alessandro Lupi, Giovanni Dassù e di Marco Cogliati.