Il polacco Adrian Meronk è stato il protagonista della 25ª edizione dell’Alfred Dunhill Links Championship, uno dei tornei più attesi nel calendario del DP World Tour, disputato con formula pro-am (un pro e un amateur) che ha concluso con una doppia vittoria, nella gara individuale con 268 (71 66 63 68, -20) colpi e in quella per team con il dilettante Tom Chaplin.
Alla manifestazione hanno preso parte 168 professionisti in rappresentanza di 28 nazioni, che si sono alternati per tre round sui percorsi dell’Old Course di St. Andrews, del Carnoustie Golf Links di Carnoustie e del Kingsbarns Golf Links di Kingsbarns, in Scozia, tutti par 72. Dopo il taglio a 54 buche i primi 70 della classifica individuale e le prime 20 squadre hanno terminato l’evento sull’Old Course.
Meronk, uno dei 21 concorrenti della LIV Golf in campo, ha rimontato dal secondo posto con un 68 (-4, sei birdie, due bogey) superando il sudafricano Casey Jarvis, in vetta dopo tre turni, e poi secondo con 270 (-18), alla pari con il danese Niklas Norgaard che lo ha raggiunto con un birdie sull’ultima buca.
Degli azzurri i migliori sono stati Renato Paratore (74 67 68 71) e Guido Migliozzi (73 72 64 71), 42.i con 280 (-8). Poco dietro Francesco Molinari, 55° con 282 (70 70 69 73, -6), e Matteo Manassero, 61° con 283 (70 72 67 74, -5). E’ uscito al taglio Filippo Celli, 100° con 213 (71 71 71, -3).
In quarta posizione con 271 (-17) l’inglese Tommy Fleetwood e lo scozzese Michael Stewart, arrivati con grande anticipo in club house dopo aver risalito la graduatoria rispettivamente di 26 e 13 gradini. In sesta con 272 (-16) lo statunitense Brooks Koepka e lo scozzese Robert MacIntyre e in ottava con 273 (-15) il belga Thomas Detry.
Adrian Meronk, 33enne nato ad Amburgo in Germania, ha siglato il quinto successo sul circuito. E’ stato il primo polacco a vincere sul DP World Tour (Irish Open 2022), titolo a cui se ne sono aggiunti altri tre, compreso il DS Automobiles Italian Open nel 2023, prima di passare alla Superlega araba dove ha fatto suo il LIV Golf Riyadh (2025). Nel palmarès anche un alloro sull’HotelPlanner Tour. Il sorpasso ai danni di Jarvis è avvenuto tra le buche 9 e 12 con due birdie del polacco e due bogey del sudafricano, poi ultimo brivido alla 17ª quando Meronk ha segnato un bogey che poteva riaprire tutto, ma Jarvis a sua volta ha sbagliato lasciandogli strada verso la vittoria, per la quale ha ricevuto un assegno di 725.520 euro su un montepremi di circa 4.440.000 euro (5.000.000 di dollari la cifra ufficiale).
Nella Pro-Am Meronk e Chaplin (247, -41) hanno prevalso di misura su tre coppie: Law/Ahmed, Vaillant/Connery e Norgaard/Monahan (248, -40). Al 10° posto con 255 (-33) Renato Paratore, tifoso della Roma, che ha giocato con Ryan Friedkin, vice presidente della compagine giallorossa.
TERZO GIRO - Casey Jarvis è rimasto al comando con 198 (66 67 65, -18) colpi a un giro dal termine dell’Alfred Dunhill Links Championship, che il sudafricano inizierà con due colpi di vantaggio sull’inglese Matthew Jordan e sul polacco Adrian Meronk, il migliore tra i 21 giocatori della LIV Golf presenti, secondi con 200 (-16).
Nel torneo del DP World Tour che si sta svolgendo con formula pro am sui tre percorsi dell’Old Course (OC) di St. Andrews, del Carnoustie Golf Links (Ca) di Carnoustie e del Kingsbarns Golf Links (Ki) di Kingsbarns, tutti par 72, in Scozia, la giornata in chiave azzurra è stata piuttosto singolare poiché quattro dei cinque in campo hanno evitato il taglio con buoni recuperi, ma curiosamente sono ora tutti raggruppati al 46° posto con 209 (-7): Francesco Molinari che ha rimontato dal 65°, Renato Paratore dell’81°, Guido Migliozzi dal 142° con un 64 (-8, otto birdie), secondo score di giornata, e Matteo Manassero dal 104°.
In quarta posizione con 201 (-15) il belga Thomas Detry, altro atleta della Superlega araba, in quinta con 202 (-14) i danesi Jacob Skov Olesen e Niklas Norgaard, in settima con 203 (-13) l’austriaco Sepp Straka e tra i nove concorrenti in ottava con 204 (-12) l’inglese Matt Fitzpatrick e lo scozzese Robert MacIntyre i quali, come Straka, hanno fatto parte del Team Europe vincitore delle Ryder Cup nel 2023 e nel 2025. E’ uscito al taglio Filippo Celli, 104° con 213 (-3).
Sono rimasti in gara 70 partecipanti e 20 squadre che disputeranno il round conclusivo sull’Old Course. Tra i team guidano la graduatoria con 185 (-31) Meronk/Chaplin e Law/Ahmed. Al 18° posto Renato Paratore, tifoso romanista, che gioca con Ryan Friedkin, vice presidente della compagine giallorossa.
SECONDO GIRO - Cambio della guardia in vetta alla classifica dell’Alfred Dunhill Links Championship dove si è portato con 133 (66 67, -11) colpi il sudafricano Casey Jarvis. Nel torneo del DP World Tour che si sta svolgendo con formula pro am sui tre percorsi dell’Old Course (OC) di St. Andrews, del Carnoustie Golf Links (Ca) di Carnoustie e del Kingsbarns Golf Links (Ki) di Kingsbarns, tutti par 72, in Scozia, ancora una giornata difficile per gli italiani.
Tutti perso posizioni ad eccezione di Renato Paratore, da 144° a 81° con 141 (74 67, -3), il quale sta cercando di evitare il taglio che, dopo il terzo giro, lascerà in gara i primi 60 classificati e le prime venti squadre, oltre ai pari merito sull’ultimo punteggio di qualifica. Hanno perso terreno Francesco Molinari, 65° con 140 (70 70, -4), Matteo Manassero (70 72) e Filippo Celli (71 71), 104.i con 142 (-2), e Guido Migliozzi, 142° con 145 (73 72, +1).
Jarvis precede di un colpo il connazionale MJ Daffue, lo spagnolo Rocco Repetto Taylor e l’inglese Matthew Jordan, secondi con 134 (-10). Al quinto posto con 135 (-9), lo statunitense Ollie Schniederjans, l’iberico Ivan Cantero, il danese Niklas Norgaard e l’inglese Sam Baistrow. Il montepremi è di 5.000.000 di dollari.
PRIMO GIRO - Lo scozzese Michael Stewart e l’australiano Jack Buchann sono al vertice con 65 (-7) colpi dopo primo round dell’Alfred Dunhill Links Championship, torneo del DP World Tour che si sta svolgendo con formula pro am sui tre percorsi dell’Old Course (OC) di St. Andrews, del Carnoustie Golf Links (Ca) di Carnoustie e del Kingsbarns Golf Links (Ki) di Kingsbarns, tutti par 72, in Scozia.
Non è stata una giornata facile per gli italiani dei quali i migliori, al 44° posto con un 70 (-2), sono stati Francesco Molinari (Ca) e Matteo Manassero (OC), entrambi autori di quattro birdie e di due bogey. Più indietro Filippo Celli, 78° con 71 (OC, -1, sei birdie, cinque bogey), Guido Migliozzi, 132° con 73 (+1, OC, quattro birdie, due bogey, un triplo bogey), e Renato Paratore, 144° con 74 (+2, OC, due birdie, quattro bogey).
La coppia di testa precede di un colpio sudafricani Casey Jarvis e MJ Daffue, terzi con 66 (-6), e sono al quinto posto con 67 (-5) altri cinque sudafricani, Hennie Du Plessis, Dean Burmester, che gioca sulla LIV Golf, Christiaan Burke, Brandon Stone e Daniel Van Tonder e gli svedesi Mikael Lindberg e Hugo Townsend.
La gara, alla quale prendono parte 168 professionisti in rappresentanza di 28 nazioni, si dipana sulla distanza 72 buche. Le coppie si alterneranno sui tre tracciati con taglio dopo 54 che ammetterà al round finale (sull’Old Course) i primi 60 pro della classifica individuale e le prime 20 a squadre, oltre ai pari merito con l’ultimo punteggio utile di qualifica. Il montepremi è di 5.000.000 di dollari.
LA VIGILIA - E’ uno dei tornei più attesi del calendario del DP World Tour, non solo dai professionisti, ma anche da numerose celebrità amanti del golf. E’ l’Alfred Dunhill Links Championship, che si svolge dal 1° al 4 ottobre con formula Pro-Am (un pro e un dilettante con classifiche a squadre e individuale) sui tre percorsi dell’Old Course di St. Andrews, del Carnoustie Golf Links di Carnoustie e del Kingsbarns Golf Links di Kingsbarns, in Scozia, e dove saranno in gara Francesco Molinari, Guido Migliozzi, Matteo Manassero, Renato Paratore e Filippo Celli.
Field di campioni - In un contesto con tanti grandi giocatori, difende il titolo lo scozzese Robert MacIntyre, 30enne di Oban, due successi sul PGA Tour, quattro sul circuito continentale (compreso un Open d’Italia, 2022), e due Ryder Cup (2023, 2025) disputate ed entrambe vinte. Con lui saranno al via altri che hanno preso parte alla doppietta del Team Europe: il capitano, l’inglese Luke Donald, ex numero uno al mondo, i suoi connazionali Justin Rose, Matt Fitzpatrick, Tommy Fleetwood e Tyrrell Hatton (past winner dell’evento nel 2016, 2017, 2024) e l’austriaco Sepp Straka.
Quindici i vincitori stagionali con i due sudafricani, che sono i più in alto nella Race to Dubai (ordine di merito), Casey Jarvis (n. 6) e Jayden Schaper (n, 7), entrambi con due allori, e con tutti gli altri in grado di rendersi protagonisti tra i quali ricordiamo gli inglesi Joe Dean e Alex Fitzpatrick, fratello di Matt, il tedesco Freddy Schott, il danese Jeff Winther e i sudafricani Thriston Lawrence e Richard Sterne.
Da seguire anche gli statunitensi Brooks Koepka e Ollie Schniederjans (mai un americano nell’albo d’oro), entrambi usciti dalla LIV Golf, il thailandese Jazz Janewattananond, l’australiano Wade Ormsby, lo scozzese Calum Hill e lo svedese Alex Noren.
Il torneo assume pure l’aspetto di un confronto con gli atleti della Superlega araba. che sono ben 21. Tra costoro calamitano l’attenzione, oltre ad Hatton, gli americani Bubba Watson, Peter Uihlein e Caleb Surratt, il francese Victor Perez, lo spagnolo David Puig, gli australiani Cameron Smith e Lucas Herbert, gli inglesi Ian Poulter e Lee Westwood e il messicano Carlos Ortiz.
Gli azzurri - Obiettivi legati all’ordine di merito per gli azzurri. Infatti puntano ad entrare tra i primi 50 che disputeranno i ricchi PlayOffs conclusivi (Abu Dhabi Championship, 5-8 novembre, e DP World Tour Championship, 12-15 novembre), o quanto meno ad approdare tra i 70 che parteciperanno al primo evento, per poi puntare al secondo.
I migliori sono al momento Gregorio De Leo (50°), Francesco Laporta (51°) e Stefano Mazzoli (54°), destinati a perdere qualcosa perché assenti, mentre è in ascesa Guido Migliozzi, il quale con l’ottima prova della scorsa settimana nel FedEx Open de France (7°) è salito dal 69° al 56° posto. E’ sceso di cinque Francesco Molinari (65°), non presente in Francia, mentre sono fuori dai 70 Filippo Celli (78°) e Matteo Manassero (99°), che hanno tempo e tornei (quattro) per recuperare. Stesso discorso per Paratore (145°), che però ha un fine diverso, ossia classificarsi tra i primi 100 che avranno la ‘carta’ piena per il DP World Tour 2027 al termine del Genesis Championship (22-25 ottobre), che precede i PlayOffs.
La storia - La manifestazione, nata nel 2001 e giunta alla 25ª edizione, non ha mai cambiato nome. Oltre a MacIntyre e ad Hatton saranno al via altri sette past winner: gli inglesi Matt Fitzpatrick (2023), Danny Willett (2021), Oliver Wilson (2014) e Lee Westwood (2003), il francese Victor Perez (2019), il sudafricano Branden Grace (2012) e l’irlandese Padraig Harrington, l’altro plurivincitore con due successi (2002, 2006).
Tante celebrità alla pro am - Tra le celebrità, che giocheranno insieme ai pro, citiamo l’attore Bill Murray, che farà la sua undicesima apparizione al Dunhill Links, il cantautore Ronan Keating, Tom Chaplin dei Keane, Dave Farrell dei Linkin Park e lo statunitense Huey Lewis.
Tra gli sportivi il campione olimpico di canottaggio Sir Steve Redgrave, una presenza fissa all'evento, l'undici volte campione del mondo di surf Kelly Slater, il giocatore di cricket inglese Kevin Pietersen, l’ex calciatore olandese Ruud Gullit e il campione di salto a ostacoli Sir Tony McCoy.
La formula e il montepremi - La gara, alla quale prendono parte 168 professionisti in rappresentanza di 28 nazioni, si dipana sulla distanza 72 buche. Le coppie si alterneranno sui tre tracciati con taglio dopo 54 che ammetterà al round finale (sull’Old Course) i primi 60 pro della classifica individuale e le prime 20 a squadre, oltre ai pari merito con l’ultimo punteggio utile di qualifica. Il montepremi è di 5.000.000 di dollari.
ll torneo su Sky e in streaming su NOW - L’Alfred Dunhill Links Championship sarà trasmesso in diretta da Sky, canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 1 ottobre, venerdì 2 e sabato 3, dalle ore 13 alle ore 18; domenica 4, dalle ore 12,30 alle ore 18. Commento di Alessandro Lupi, Massimo Scarpa e di Marco Cogliati.