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    Da Jessica a Nelly. Le sorelle Korda, figlie degli ex tennisti Petr Korda e Regina Rajchrtová, si passano il testimone sul LPGA Tour. Al successo della prima nel Diamond Resort Tournament, la gara inaugurale del circuito 2021, è seguito quello di Nelly, la sorella minore, nella seconda, il Gainbridge LPGA sul percorso del Lake Nona Golf & Country Club (par 72), a Orlando in Florida, con lo score di 272 (67 68 68 69, -16) colpi 

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    Collin Morikawa ha messo il suo sigillo nel WGC-Workday Championship at The Concession, primo dei quattro eventi, secondo solo ai major, del World Golf Championships traslocato dal Messico in Florida causa pandemia,

    Sul percorso del The Concession Golf Club (par 72), a Bradenton, il 24enne di Los Angeles (California) ha concluso la sua corsa vincente con 270 (70 64 67 69, -18) colpi

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    PGA Tour: ha bruciato sul filo di lana Jhonattan Vegas

  • Titolo RIGA 1 Puerto Rico Open:
  • Titolo RIGA 2 Grace in volata

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    Pauroso incidente l’auto per Tiger Woods, la cui vettura si è capovolta a Rancho Palos Verdes, nelle vicinanze di Los Angeles. Il campione è rimasto intrappolato nel veicolo da cui è stato estratto da pompieri e paramedici che sono riscorsi al taglio di alcune lamiere.

    Trasportato all’Harbour-UCLA Medical Center, Woods è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gamba destra

  • Titolo RIGA 1 Tiger Woods: pauroso incidente d’auto
  • Titolo RIGA 2 e delicato intervento alla gamba destra

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    Francesco Molinari, ottavo con 278 (-6) colpi, ha ottenuto la terza top ten in quattro gare disputate nel 2021 sul PGA Tour, dove la ribalta del Genesis Invitational,è stata tutta per Max Homa che ha superato nello spareggio Tony Finau.

    Homa, 30enne di Burbank (California), in un concitato e combattuto finale ha girato in 66 (-5, cinque birdie) colpi, uno dei tre concorrenti a non segnare bogey nel turno, terminando con lo score di 272 (66 70 70 66, -12) 

  • Titolo RIGA 1 PGA Tour: il playoff premia Max Homa
  • Titolo RIGA 2 bella prestazione di F. Molinari (8°)

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    Un eagle sull’ultima buca e Daniel Berger ha firmato con 270 (67 66 72 65, -18) colpi il quarto titolo sul PGA Tour. Il 27enne di Plantation (Florida)  nell’AT&T Pebble Beach Pro-Am, a Pebble Beach in California, dove Jordan Spieth ha sprecato per la seconda settimana consecutiva la chance di tornare al successo dopo tre anni e sette mesi e Francesco Molinari è terminato 59° con 288 (69 70 76 73, par)

  • Titolo RIGA 1 PGA Tour: Daniel Berger all’ultimo respiro
  • Titolo RIGA 2 delude Francesco Molinari (59°)

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    La campionessa svedese parteciperà al Gainbridge Championship

  • Titolo RIGA 1 LPGA: dopo 13 anni
  • Titolo RIGA 2 Sorenstam in campo

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    Negli altri tour maschili del mondo, fuori di PGA Tour ed European Tour, l’attività è ancora ridotta. Nei circuiti minori gestiti dal PGA Tour, si è praticamente in attesa della ripartenza.

    Nel Korn Ferry Tour, dove dopo le numerose cancellazioni per la pandemia le stagioni 2020 e 2021 sono state unificate, si ripartirà con il LECOM Suncoast Classic (18-21 febbraio). Nel frattempo Will Zalatoris, numero uno dell’ordine di merito, sta cercando di prendere la ‘carta’ per il PGA Tour, dove sta giocando con la qualifica di Special Temporary Member, cosa che dovrebbe riuscirgli se continua come si è comportato nelle prime otto gare, terminate con quattro top ten.

    Il PGA Tour Champions, per over 50, (anche in questo caso uniti i calendari del 2020 e 2021) è ripreso con il Mitsubishi Electric Championship, alle Isole Hawaii, dove si è imposto il nordirlandese Darren Clarke, al secondo titolo sul circuito e con 14 successi sull’European Tour, comprensivi di un major e di due WGC, davanti a un altro campione, il sudafricano Retief Goosen, due major insieme a cinque successi sul PGA Tour e a dodici nel circuito europeo. (Per continuare cliccare sul titolo)

  • Titolo RIGA 1 Attività ridotta
  • Titolo RIGA 2 nel resto del mondo

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    Si è imposto nel Phoenix Open risalendo dal settimo posto

  • Titolo RIGA 1 PGA Tour: Koepka
  • Titolo RIGA 2 una gran rimonta

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    E’ il numero uno indiscusso del golf mondiale e lo ha ribadito anche in Arabia Saudita. Dustin Johnson ha vinto con 265 (67 64 66 68, -15) colpi la terza edizione del Saudi International (European Tour) disputato sul percorso del Royal Greens G&CC (par 70), a King Abdullah Economic City, un torneo con il quale ha un feeling particolare perché lo aveva già fatto suo nel 2019 e dove era giunto secondo lo scorso anno. Al 33° posto Guido Migliozzi

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Primo piano

  • Ben Hogan
    la perfezione
    Ben Hogan, la perfezione 16/02/2021

    Era un mediocre giocatore sul punto di lasciare il tour. Poi ebbe l’ispirazione: rivoluzionò la tecnica dello swing e nacque un mito. La sua storia

    Fu chiamato “the hawk”, lo sparviero, ma nessuno vedendolo giocare agli inizi della carriera avrebbe potuto ravvisare in Ben Hogan uno dei più grandi giocatori di golf di tutti i tempi. Nella sua splendida carriera ha conquistato ben nove titoli major, primo a vincerne tre nella stessa stagione, impresa emulata solo da Tiger Woods nel 2000. Hogan è scomparso il 25 luglio 1997 a Fort Worth, nel Texas, stato dove era nato il 13 agosto 1912, a Dublin.

    Hogan non ebbe una infanzia facile. La sua famiglia era povera e a dieci anni fu costretto ad andare a lavorare come caddie. Fu un segno del destino indelebile nella sua vita futura. A diciassette anni decise di intraprendere la carriera professionistica dando fondo ai suoi risparmi, ma i risultati sperati non vennero. I soldi finirono presto e fu costretto a enormi sacrifici per sostenere i costi di tre anni assolutamente frustranti. Così decise di dedicarsi all’insegnamento, trovando un posto nel club di Fort Worth. 

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Golf Story

  • Masters: come è nata
    la sua leggenda
    Masters: come è nata la sua leggenda 06/11/2020

    La storia del Masters, ufficialmente iniziata nel 1934, forse si dovrebbe retrodatare di otto anni, perché senza l’uragano che investì la Florida nel settembre del 1926 gli eventi avrebbero preso sicuramente una strada diversa, magari senza neanche partire da Augusta. Ma andiamo con ordine. L’Augusta National rappresenta la realizzazione di un sogno di Robert Tyre Jones, detto Bobby, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Voleva fondare un circolo dove le tradizioni del gioco, alle quali era profondamente attaccato, fossero non solo osservate ma anche tramandate, ma desiderava anche un club in cui poter giocare insieme agli amici in un ambiente tranquillo, lontano dagli sguardi degli spettatori.

    Questa idea se l’era portata dietro per tutta la carriera da giocatore e, nel 1930, quando si ritirò dall’attività agonistica ad appena 28 anni, decise che era il momento di portarla a compimento. In quell’anno Jones aveva compiuto la più straordinaria impresa golfistica che si potesse immaginare: vincere i quattro major dell’epoca, diversi da quelli attuali... (continua cliccando sul titolo dell'articolo)

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