25 Ottobre 2026

DPWT: Katsuragawa show, quarto Celli

FYuto Katsuragawa (Getty Images) FYuto Katsuragawa (Getty Images)

Filippo Celli, con una prestazione tutta in alta graduatoria, è terminato al quarto posto con 274 (69 66 71 68, -10) colpi nel Genesis Championship, ultimo torneo della regular season del DP World Tour al termine del quale i migliori 100 della Race to Dubai (ordine di merito) hanno ricevuto ‘carta’ per il circuito 2027 (categoria 10).

Sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club (par 71), a Cheonan in Corea del Sud, nella gara organizzata in collaborazione con il Korean Tour, ha vinto il giapponese Yuto Katsuragawa con 271 (69 68 63 71, -13), che ha lasciato a due colpi i francesi Frederic Lacroix e Martin Couvra, secondi con 273 (-11).

Hanno affiancato Celli il neozelandese Ryan Fox, quest’anno a segno in un major (The Open), lo spagnolo Jorge Campillo, il transalpino Antoine Rozner, i coreani Wi Woo Kim e Sanghun Shin, numero uno del tour di casa, e il sudafricano Casey Jarvis, che è stato in vetta nei due round iniziali. Subito dietro, 11.i con 275 (- 9), il neozelandese Daniel Hillier e l’indiano Shubhankar Sharma. In 22ª posizione con 278 (-6) il leader del ranking, l’iberico Eugenio Chacarra.

Degli altri azzurri Gregorio De Leo si è classificato 22° con 278 (-6), quindi Matteo Manassero e Francesco Laporta 45.i con 282 (-2) e Renato Paratore 54° con 284 (par). E’ uscito al taglio Stefano Mazzoli, 80° con 145 (+3).

Yuto Katsuragawa, 28enne di Kiyosu, ha firmato il secondo titolo sul circuito dove si era già imposto nel 2024 (ISPS Handa Championship) per un palmarès che ne comprende anche due sul Japan Golf Tour e uno sul Japan Challenge Tour. Ha cominciato il giro finale con due colpi di margine su Jarvis e poi è riuscito a mantenere a distanza gli avversari con un 71 (par, un birdie, un bogey). Ha compiuto un’autentica prodezza perché con questo risultato è salito dal 106° al 28° posto della Race to Dubai, salvando la ‘carta’ e acquisendo il diritto a partecipare a entrambi i ricchi PlayOffs che concluderanno la stagione, l’Abu Dhabi Aldar Championship (5-8 novembre) al quale accederanno i primi 70 del ranking, che poi si ridurranno a 50 nel DP World Tour Championship (12-15 novembre). Per la vittoria è stato gratificato con un assegno di 680.000 dollari su un montepremi di 4.000.000 di dollari.

Degli azzurri in sette sono terminati tra i 100. Andranno ad Abu Dhabi De Leo (46°), Laporta (57°), Mazzoli (61°, che aveva comunque la ‘carta’ già assicurata con il successo nel Corales Puntacana), e Guido Migliozzi (67°, assente nell’occasione). Annata finita sul DP World Tour per Francesco Molinari (73°, anche lui assente), Celli (78°) e Manassero (98°), oltre che per Paratore (142°)

TERZO GIRO - Il giapponese Yuto Katsuragawa è il nuovo leader del Genesis Championship. Nel torneo finale della regular season del DP World Tour, organizzato in collaborazione con il Korean Tour sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club (par 71), a Cheonan in Corea del Sud, ha realizzato un parziale di 63 (-8, otto birdie), al momento miglior punteggio sul giro dell’evento, e con il totale di 200 (69 68 63, -13), ha sorpassato il sudafricano Casey Jarvis, ora secondo con 202 (-11).

In terza posizione con 203 (-10) i coreani Si Woo Kim e Sanghun Shin e il francese Antoine Rozner, che era vetta dopo due round insieme a Jarvis. In sesta con 204 (-9) lo spagnolo Jorge Campillo, il neozelandese Ryan Fox e il transalpino Martin Couvra.

Sono al 13° posto con 206 (-7) Gregorio De Leo (71 71 64) e Filippo Celli (69 66 71), quindi al 30° con 210 (70 69 71, -3) Francesco Laporta, al 43° con 211 (71 71 69, -2) Renato Paratore e al 59° con 214 (72 71 71, +1) Matteo Manassero.

E’ uscito al taglio Stefano Mazzoli, 80° con 145 (72 73, +3). Nella Race to Dubai (ordine di merito), dove è 57°, perderà un po’ di terreno, ma non è compromessa la sua partecipane al primo dei due PlayOffs conclusivi (Abu Dhabi Aldar Championship, 5-8 novembre) dove accederanno i migliori 70.

Al termine dell’evento i primi cento classificati ranking avranno la ‘carta’ per il circuito 2027. Il montepremi è di 4.000.000 di dollari con prima moneta di 680.000 dollari.

SECONDO GIRO - Il sudafricano Casey Jarvis, leader con 132 (65 67, -10) colpi, è stato raggiunto al vertice della classifica del Genesis Championship dal francese Antoine Rozner (132 - 67 65). Nel torneo finale della regular season del DP World Tour, organizzato in collaborazione con il Korean Tour sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club (par 71), a Cheonan in Corea del Sud, ha recuperato nove posizioni Filippo Celli, ora terzo con 135 (69 66, -7), grazie a un 66 (-5, sei birdie, un bogey).

L’azzurro è affiancato dal neozelandese Ryan Fox, vincitore quest’anno di un major (The Open), dal transalpino Martin Couvra e dal coreano Sanghun Shin, numero uno del circuito di casa. Settimi con 136 (-6) ancora un francese, Frederic Lacroix, e due coreani, Si Woo Kim e Daihan Lee.

E’ rimasto al 20° posto Francesco Laporta, con 139 (70 69, -3), e hanno fatto passi indietro Gregorio De Leo (71 71) e Renato Paratore (71 71), 47.i con 142 (par), e Matteo Manassero, 57° con 143 (72 71, +1). E’ uscito al taglio Stefano Mazzoli, 80° con 145 (72 73, +3). Nella Race to Dubai (ordine di merito), dove è 57°, perderà un po’ di terreno, ma non è compromessa la sua partecipane al primo dei due PlayOffs conclusivi (Abu Dhabi Aldar Championship, 5-8 novembre) dove accederanno i migliori 70 del ranking.

Al termine dell’evento i primi cento classificati nella Race to Dubai avranno la ‘carta’ per il circuito 2027. Il montepremi è di 4.000.000 di dollari con prima moneta di 680.000 dollari.

PRIMO GIRO - Il sudafricano Casey Jarvis, numero quattro della Race to Dubai (ordine di merito), ha preso il comando con 65 (-6, sette birdie, un bogey) colpi nel primo giro del Genesis Championship, torneo finale della regular season del DP World Tour organizzato in collaborazione con il Korean Tour, sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club (par 71), a Cheonan in Corea del Sud. Il round iniziale è stato sospeso, ma in realtà dove terminarlo soltanto un giocatore ininfluente ai fini della graduatoria.

Alla gara prendono parte sei giocatori italiani, che sono tutti nella parte buona della graduatoria: Filippo Celli, 12° con 69 (-2, quattro birdie, due bogey), Francesco Laporta, 20° con 70 (-1), Renato Paratore e Gregorio De Leo, 33.i con 71 (par), Matteo Manassero e Stefano Mazzoli, 53.i con 72 (+1).

Al secondo posto con 66 (-5) il coreano Sanghun Shin, numero uno del circuito di casa, al terzo con 67 (-4) gli svedesi Mikael Lindberg e Niklas Lemke, i francesi Antoin Rozner e Frederic Lacroix e il coreano Si Woo Kim e all’ottavo con 68 (-3) lo statunitense Ryggs Johnston, il neozelandese Ryan Fox, l’inglese Dan Bradbury e lo svedese Marcus Kinhult. E’ al 53° anche il coreano Junghwan Lee, che difende il titolo.

Al termine dell’evento i primi cento classificati nella Race to Dubai avranno la ‘carta’ per il circuito 2027. Il montepremi è di 4.000.000 di dollari con prima moneta di 680.000 dollari.

LA VIGILIA - Il Genesis Championship è l’ultimo torneo della regular season del DP World Tour al termine del quale i migliori 100 classificati nella Race to Dubai (ordine di merito) avranno la ‘carta’ per il circuito 2027, ma solo i primi 70 potranno accedere al primo del due ricchi PlayOffs ((Abu Dhabi Aldar Championship, 5-8 novembre) che chiuderanno la stagione. Poi in 50 riceveranno il pass per il secondo (DP World Tour Championship, 12-15 novembre).

Si gioca dal 22 al 25 ottobre sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club, a Cheonan in Corea del Sud, dove nel contesto di 126 concorrenti, provenienti da 25 nazioni, vi saranno sei giocatori italiani: Gregorio De Leo, Francesco Laporta, Stefano Mazzoli, Filippo Celli, Matteo Manassero e Renato Paratore.

La gara è nata nel 2024 dalla fusione del Korea Championship, in calendario nel tour continentale, e dal Genesis Championship, in quello del Korean Tour, e ora è gestita in collaborazione. Nel field vi sono cinque tra i top ten del ranking e undici vincitori stagionali, con lo spagnolo Eugenio Chacarra, reduce del successo nel precedente DP World India Championship, il terzo firmato nell’anno con il quale è divenuto numero uno dell’ordine di merito, che proverà a prendersi nuovamente la scena. Peraltro può allungare il passo sui diretti contendenti nella corsa al trono d’Europa 2026, che sono assenti, lo statunitense Patrick Reed (n. 2), e il nordirlandese Rory McIlroy, (n. 3). Con gli 835 punti che saranno assegnati al vincitore potrebbero avanzare la propria candidatura anche il sudafricano Casey Jarvis (n. 4) e il neozelandese Ryan Fox (n. 6) in caso di un exploit. Troppo lontani l’altro neozelandese Daniel Hillier (n. 8) e il danese Jacob Skov Olesen (n. 9), che possono puntare soprattutto a una delle dieci ‘carte’ per il PGA Tour che spetteranno ai più in alto in graduatoria non altrimenti esenti. Altri possibili protagonisti lo spagnolo Nacho Elvira, lo statunitense Jordan  Gumberg, lo svedese Mikael Lindberg, il giapponese Kota Kaneko, i sudafricani Yurav Premlall e Richard Sterne, lo scozzese Scott Jamieson e Mazzoli, ossia gli altri saliti sul gradino più alto del podio nel 2026, oltre a Chacarra, Jarvis e Fox.

Difende il suo unico titolo il coreano Jung-hwan Lee, 35enne di Gwangju, che gli ha permesso di disputare la stagione sul DP World Tour nella quale in 22 eventi ha superato il taglio soltanto in nove occasioni tra media e bassa classifica. Nel suo scarno palmarès tre vittorie sul Korean Tour. Con lui saranno sul tee di partenza altri 38 connazionali tra i quali Si Woo Kim, Sungjae Kim e Sand-hun Shin, numero uno del circuito di casa, anche loro tra i favoriti.

Gli azzurri - Diverse le motivazioni degli azzurri. In tre sono già certi di avere il biglietto per Abu Dhabi, De Leo, n. 45 del ranking, posizione che se mantenuta lo porterebbe anche a Dubai, Laporta (n. 55) e Mazzoli (n. 56), che hanno bisogno di altri punti per partecipare anche all’ultimo atto. Celli (86°) necessità di un’impresa per agganciarsi al 70° posto, ma intanto l’anno prossimo sarà nuovamente sul tour, mentre è in bilico Manassero (n. 98). Per avere la categoria 10 ha un piccolo vantaggio determinato dal forfait dell’inglese Eddie Pepperell (n. 99) e del norvegese Viktor Hovland (n. 100) e anche da qualche altra defezione dopo il 100° posto. Infatti i più vicini sono lo svedese Sebastian Soderberg (n. 101), a poco meno di 14 punti, l’americano Sean Crocker (n. 103), a oltre 24, il giapponese Yuto Katsuragawa (n. 106) a circa 61, e il thailandese Kiradeck Aphibarnrat (n. 108) a più di 63. Quanto a Paratore (n. 145) ha ancora punti a disposizione per cambiare le cose, ma solo con una prestazione di altissimo livello.

Altri due italiani, che non saranno in gara, sono in una zona della graduatoria che porta ad Abu Dhabi, Guido Migliozzi (n. 62), che rischia poco, e Francesco Molinari (n. 67), la cui sorte dipenderà dagli avversari. Il montepremi è di 4.000.000 di dollari con prima moneta di 680.000 dollari.

Il torneo in diretta su Sky e in streaming su NOW - Il Genesis Championship sarà trasmesso in diretta da Sky, sul canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 22 ottobre e venerdì 23, dalle ore 5 alle ore 10; sabato 24, dalle ore 5,30 alle ore 10; domenica 25, dalle ore 3,30 alle ore 8,30. Commento di Michele Gallerani, Claudio Viganò, Roberto Zappa e di Silvio Grappasonni.

 

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