13 Settembre 2026

DP Tour: domina Lowry, quinto De Leo

Gregorio De Leo (Credit Chervò) Gregorio De Leo (Credit Chervò)

L’irlandese Shane Lowry ha letteralmente dominato nell’Amgen Irish Open, concluso con 257 (67 62 65 63, -23) lasciando a undici colpi lo statunitense Patrick Reed e il cileno Joaquin Niemann, secondi con 268 (-12), sul percorso del Trump International Golf Links & Hotel (par 70), nel villaggio costiero di Doonbeg in Irlanda, dove ha offerto un’ottima prova Gregorio De Leo, quinto con 270 (74 65 68 63, -10).

Al quarto posto con 269 (-11) il danese Rasmus Neergaard-Petersen, al quinto con l’azzurro anche il nordirlandese Tom McKibbin, al settimo con 271 (-9) l’inglese Alex Fitzpatrick e l’altro danese Jacob Skov Olesen e al nono con 272 (-8) lo scozzese Ewen Ferguson e lo svedese Jens Dantorp. Non ha brillato il nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale, 41° con 279 (-1).

Degli azzurri buone anche le prove di Matteo Manassero, 14° con 274 (-6), che ha guadagnato cinque posizioni nel round conclusivo con un 67 (-3, sei birdie, tre bogey) e con lo stesso parziale (quattro birdie, un bogey) ne ha risalite nove Francesco Laporta, 23° con 276 (-4). Più indietro Renato Paratore, 46° con 280 (par), Stefano Mazzoli, 60° con 283 (+3), e Francesco Molinari, 68° con 287 (+7). E’ uscito al taglio Guido Migliozzi. 95° con 144 (+4).

Lowry, 39enne di Clara, ha firmato il settimo titolo sul circuito, con uno in un major (The Open, 2019), per un palmarès che ne comprende altri due sul PGA Tour al netto del major stesso. Ha disputato tre Ryder Cup, le ultime due alzando il trofeo con il Team Europe (2023, 2025). Nel giro finale ha tenuto alto il ritmo con un 63 (-7, otto birdie, un bogey), miglior score di giornata siglato anche da De Leo e da Rasmus Neergaard-Petersen, allungando il divario sugli inseguitori, E’ la seconda volta che si impone nell’Open di casa dopo la prima da dilettante nel 2009.

Gregorio De Leo, 26enne di Biella, ha realizzato il 63 (-7) con sette birdie senza bogey, risalendo la classifica di 14 gradini e ha ottenuto la quinta top ten stagionale. E’ passato dal 63° al 47° posto nella Race to Dubai, posizione che, se mantenuta o migliorata, gli garantirebbe l’accesso all’ultimo evento della stagione (DP World Tour Championship, Dubai 12-15 novembre).

LA VIGILIA - Field delle grandi occasioni nell’Amgen Irish Open dove saranno presenti diciassette tra i primi venti della Race to Dubai (ordine di merito), 23 vincitori stagionali, nove giocatori della LIV Golf, otto past winner e sette che hanno partecipato all’ultima Ryder Cup (2025) nel Team Europe.

Nel torneo del DP World Tour, che si svolge dal 10 al 13 settembre al Trump International Golf Links & Hotel, nel villaggio costiero di Doonbeg in Irlanda, saranno sul tee di partenza anche sette italiani: Francesco Molinari, Gregorio De Leo, Stefano Mazzoli, Guido Migliozzi, Matteo Manassero, Francesco Laporta e Renato Paratore.

Difende il titolo il nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale e del ranking continentale, che si è imposto anche nel 2016, il quale ha il doppio obiettivo di concedere il bis e di attaccare il primato dello statunitense Patrick Reed (n. 1 continentale), perché non nasconde di divenire “re d’Europa” per l’ottava volta, la quinta consecutiva. In tal modo eguaglierebbe il record dello scozzese Colin Montgomerie e si lascerebbe aperta la porta per arrivare anche lui sette incoronazioni di fila come il campione di Glasgow.

Non è, comunque, una corsa a due perché ci sono ancora tanti punti in palio nella Race to Dubai per consentire anche le candidature quanto meno dello spagnolo Eugenio Chacarra (n. 3) e dei sudafricani Casey Jarvis (n. 4) e Jayden Schaper (n. 5), che hanno conseguito due successi nell’anno come Reed.

Sarà peraltro una gara molto incerta, che promette agonismo e gran gioco con molti altri possibili protagonisti come il danese Rasmus Hojgaard, past winner dell’evento nel 2024, lo scozzese Robert MacIntyre, l’austriaco Sepp Straka e l’irlandese Shane Lowry, tutti nel team Europe del 2025 insieme a McIlroy. E ancora alcuni saliti nel 2026 sul gradino più alto del podio quali gli inglesi Alex Fitzpatrick e Joe Dean, il giapponese Kota Kaneko, il danese Rasmus Neergaard-Petersen, l’austriaco Bernd Wiesberger, il tedesco Freddy Schott, Stefano Mazzoli e il sudafricano Thriston Lawrence, reduce dalla vittoria nel precedente European Masters. Senza dimenticare i nove membri della LIV Golf: lo spagnolo Jon Rahm (doppietta in questo torneo, 2017, 2019) e l’inglese Tyrrell Hatton, anche loro nel citato Team Europe, il cileno Joaquin Niemann, il belga Thomas Detry, il nordirlandese Tom McKibbin, il polacco Adrian Meronk, l’inglese Laurie Canter, i due iberici David Puig e Sergio Garcia e il polacco Adrian Meronk, gli ultimi due anche loro a segno rispettivamente nel 1999 e nel 2022.

Da seguire lo statunitense Brooks Koepka che, come Reed, la Superlega araba l’ha lasciata, mentre nel terzo evento che assegna punti per entrare nella squadra continentale di Ryder Cup (Irlanda 2027) sarà presente il capitano, l’inglese Luke Donald. Il montepremi è di sei milioni di dollari.

Gli azzurri - Tra gli azzurri Laporta, quarto nell’European Masters, ha ora l’obiettivo di entrare tra i primi 50 (attualmente 54°) dell’ordine di merito per disputare i due ricchi PlayOffs che concluderanno la stagione. Francesco Molinari (55°), che punta allo stesso traguardo, torna in campo dopo le presenze a metà luglio nello Scottish Open (17°) e nel The Open (47°). Mazzoli (suo il Corales Puntacana Championship), che al momento è il migliore degli italiani nel ranking (42°), Migliozzi e Del Leo, a premio in Svizzera, hanno necessità di aumentare il ritmo, mentre debbono cambiare passo Manassero e Paratore, out al taglio a Crans Montana.

La storia - La manifestazione è nata nel 1927 con il nome di Irish Open che non è mai cambiato, ma in sei periodi più o meno lunghi è stato affiancato a quello di uno sponsor, l’attuale dal 2024. Oltre ai vincitori del passato citati, saranno al via anche l’americano John Catlin (2020), l’inglese Ross Fisher (2010, e l’irlandese Padraig Harrington (2007). Nell’albo d’oro nessun italiano, mentre Edoardo Molinari è stato runner up nel 2014.

Hanno il record di vittorie con tre l’inglese Nick Faldo (unica tripletta consecutiva, 1991-1993), Colin Montgomerie, il tedesco Bernhard Langer e lo spagnolo Severiano Ballesteros. Con due McIlroy, Rahm, lo scozzese Sam Torrance, l’irlandese Harry Bradshaw e gli inglesi Ernest Whitcombe e Mark James. Unico ad averlo vinto da dilettante Shane Lowry.

Il torneo su Sky e in streaming su NOW - L’Amgen Irish Open andrà in onda in diretta su Sky, canale Sky Sport Golf (209), e in streaming su NOW con collegamenti ai seguenti orari: giovedì 10 settembre e venerdì 11, dalle ore 14 alle ore 19; sabato 12 e domenica 13, dalle ore 13,30 alle ore 18,30. Commento di Silvio Grappasonni, Fabrizio Radaelli, Alessandro Lupi, Giovanni Dassù e di Massimo Scarpa.

 

 

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    Gregorio De Leo è rimasto in top ten, da secondo a sesto con 133 (65 68, -9) colpi, è rimasto in top ten nel secondo giro del FedEx Open de France, giunto alla 108ª edizione, che si sta svolgendo sul percorso di Le Golf National (par 71), a Saint-Quentin-en-Yvelines, nei pressi di Parigi in Francia.  E’ passato a condurre con 129 (65 64, -13), grazie a un 64 (-7, un eagle, cinque birdie), miglior score di giornata, l’inglese Matt Fitzpatrick, che precede di una lunghezza il danese Jeff Winther, secondo con 130 (-12). In terza posizione con 131 (-11) lo statunitense Michael Kim, in vetta dopo un round, in quarta con 132 (-10) l’altro americano Ryan Gerard e il francese Tom Vailant e, insieme a De Leo, lo spagnolo Angel Hidalgo, il tedesco Marcel Siem e il sudafricano Thriston Lawrence.Sono all’11° posto con 135 (-7) Francesco Laporta, risalito dal 31°, e Matteo Manassero, e ha guadagnato 80 posizioni Filippo Celli, 17° con 136 (-6), uno degli altri tre autori del 64 (-7, otto birdie, un bogey), che è affiancato da Edoardo Molinari. E’ 40° con 138 (-4) Guido Migliozzi, past winner nel 2022. 

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