24 Marzo 2024

DP Tour: Svensson al playoff, 16° Migliozzi

Jesper Svensson (Getty IMages) Jesper Svensson (Getty IMages)

Lo svedese Jesper Svensson ha firmato il primo titolo sul DP World Tour vincendo con 271 (68 73 67 63, -17) colpi il Porsche Singapore Classic. Sul percorso del Laguna National Golf Resort Club (par 72), a Singapore, ha superato con un par alla terza buca di playoff il thailandese Kiradech Aphibarnrat (64 72 71 64) con il quale aveva chiuso alla pari il torneo in vetta alla graduatoria. Tra gli azzurri ha ottenuto un buon 16° posto con 278 (69 69 71 69, -10) Guido Migliozzi che, partito dal 31° posto, si è poi mantenuto dal secondo round tra i top 20.

Alle spalle dei due protagonisti gli inglesi Sam Bairstow, terzo con 272 (-16), e Andy Sullivan, quarto con 273 (-15). In quinta posizione con 274 (-14) il francese Matthieu Pavon, in sesta con 275 (-13) l’inglese Paul Casey, membro della LIV Golf, tornato a disputare un torneo sul circuito continentale dopo 26 mesi, e tra i concorrenti in settima con 276 (-12) l’australiano David Micheluzzi, leader dopo tre turni.

Più indietro gli altri azzurri: Edoardo Molinari, 56° con 285 (-3), Andrea Pavan e Francesco Laporta, 65.i con 288 (par), Filippo Celli, 79° con 292 (+4), e Lorenzo Scalise, 81° con 293 (+5). Sono usciti al taglio Matteo Manassero, 99° con 146 (+2), e Renato Paratore, 108° con 147 (+3).

Svensson ha iniziato il terzo round al 13° posto e Aphibarnrat al nono e, sebbene con qualche errore di troppo, sono stati piuttosto efficaci. Il primo ha realizzato un 63 (-9), miglior score di giornata con due eagle, otto birdie e tre bogey. Ha sorpassato il thailandese (64, -8, con un eagle, sette birdie, un bogey) alla buca 17 con un birdie, poi un altro alla 18 non gli è bastato per imporsi, perché il suo avversario lo ha forzato al playoff con un eagle. Birdie alla prima buca e par alla seconda per entrambi, poi Aphibarnrat ha ceduto con un bogey alla terza. Al vincitore, approdato sul DP World Tour con il quinto posto nella Road To Mallorca (ordine di merito) del Challenge Tour 2023 dove ha vinto il B-NL Challenge Trophy, è andato un assegno di 425.000 dollari su un montepremi di 2.500.000 dollari.

 

TERZO GIRO - L’australiano David Micheluzzi, in vetta con 203 (67 70 66, -13), si è preso la scena nel “moving day” del Singapore Classic, che si conclude con la disputa del quarto round sul percorso del Laguna National Golf Resort Club (par 72) a Singapore. Sul fronte italiano ha preso tre posizioni Guido Migliozzi, 18° con 209 (69 69 71, -7) ed è finito in bassa classifica Francesco Laporta, da 19° a 57° con 214 (-2) dopo un 75 (+3). Ancora più indietro Edoardo Molinari e Andrea Pavan, 70.i con 217 (+1), Lorenzo Scalise, 78° con 219 (+3), e Filippo Celli, 80° con 220 (+4).

Seguono il battistrada due inglesi, Andy Sullivan e Sam Bairstow, secondi con 204 (-12). In quarta posizione con 205 (-11) l’indiano Shubhankar Sharma e in quinta con 206 (-10) lo scozzese Ewen Ferguson, l’austriaco Matthias Schwab, il dilettante thailandese Ratchanon TK Chantananuwat e l’inglese Paul Casey, giocatore della LIV Golf tornato sul circuito continentale dopo 26 mesi. Solo 26° con 210 (-6) il sudafricano Ockie Strydom, che difende l titolo.

Sono usciti al taglio Matteo Manassero, 99° con 146 (74 72, +2), che si era imposto nel precedente Jonsson Workwear Open, e Renato Paratore, 108° con 147 (74 73, +3). Il montepremi è di 2.500.000 dollari con prima moneta di 425.000 dollari.

 

SECONDO GIRO - Inglesi protagonisti sul DP World Tour di golf. Al Laguna National Golf Resort Club (par 72) di Singapore, dopo il secondo round del Singapore Classic, con un totale di 135 (-9) colpi Andy Sullivan (72 63) e Richard Mansell (66 69) condividono la vetta della classifica con il tedesco Freddy Schott (66 69). Sullivan, 37enne di Nuneaton, con un giro bogey free in 63 (-9) impreziosito da un eagle e sette birdie, ha firmato il miglior parziale della giornata e rimontato 85 posizioni.

I tre leader a metà gara hanno un solo colpo di vantaggio su un quintetto d'inseguitori, tutti quarti con 136 (-8), composto da altri due inglesi, Paul Waring e Sam Bairstow, ma anche dai francesi Matthiew Pavon e Romain Langasque, oltre che dal tailandese Kiradech Aphibarnrat, già in testa dopo le 18 buche di apertura.
Tra gli azzurri, buona prova di Guido Migliozzi risalito dalla 31ª alla 15ª piazza con uno score di 138 (69 69, -6). Ancora un round in 69 (-3) colpi per il vicentino. Partito dalla buca 10, nelle prime nove ha realizzato due eagle con un bogey e un doppio bogey. Poi, nella seconda parte di gara ha cambiato ritmo e trovato cinque birdie, di cui tre consecutivi, ma ha pagato a caro prezzo un bogey alla 9, l'ultima della sua giornata. A tallonarlo, 19° con 139 (68 71, -5), il pugliese Francesco Laporta. Ha invece perso terreno Andrea Pavan, da 5° a 49à con 142 (66 76, -2). Hanno superato il taglio e anche Filippo Celli (69 74), Edoardo Molinari (70 73) e Lorenzo Scalise (72 71), 62.i con 143 (-1).
Stesso score per Ockie Strydom (69 74). Il sudafricano, che difende il titolo conquistato nel 2023, ha sfiorato una "hole in one" alla buca 17 (par 3) che gli avrebbe permesso di assicurarsi una Porsche Panamera Turbo E-Hybrid dal valore di 192.000 euro.

Dopo il ritorno al successo sul DP World Tour, in Sudafrica e nel Jonsson Workwear Open, è stato invece eliminato Matteo Manassero, 99° con 146 (74 72, +2). Out pure Renato Paratore, 108° con 147 (74 73, +3). Il montepremi è di 2.500.000 dollari di cui 425.000 andranno al vincitore.

 

PRIMO GIRO - Al Laguna National Golf Resort Club (par 72) di Singapore è cominciata al meglio la gara di Andrea Pavan. Il romano ha chiuso il primo round del Singapore Classic, torneo del DP World Tour, al quinto posto con uno score di 66 (-6) ed è distante due colpi dalla vetta occupata dal thailandese Kiradech Aphibarnrat, dall'inglese Jordan Smith e dal malese Gavin Green, leader con 64 (-8). Dietro di loro, quarto con 65 (-7), il francese Ugo Coussaud. Con Pavan, che ha realizzato otto birdie, di cui sette nelle prime 13 buche giocate, con due bogey, in quinta posizione ci sono pure lo scozzese Grant Forrest, il tedesco Freddy Schott e il britannico Richard Mansell.

A Singapore, nel primo evento dell'Asian Swing, buona partenza pure per Francesco Laporta, 21° con 68 (-4). A tallonare il pugliese, entrambi 31.i con 69 (-3), il romano Filippo Celli e il vicentino Guido Migliozzi. Stesso score per il sudafricano Ockie Strydom, che difende il titolo. Più indietro, 45° con 70 (-2), il torinese Edoardo Molinari, mentre Lorenzo Scalise è 86° con 72 (par). Inizio complicato per Renato Paratore e Matteo Manassero, 105.i con 74 (+2). Reduce dal successo in Sudafrica nel Jonsson Workwear Open, Manassero dopo un ottimo avvio (tre birdie e un bogey nelle prime quattro buche giocate), ha perso colpi e terreno. La competizione, arrivata alla seconda edizione, mette in palio 2.500.000 dollari di cui 425.000 andranno al vincitore.

 

LA VIGILIA - Il DP World Tour entra in una terza fase di gare denominate Asian Swing che iniziano con la seconda edizione del Porsche Singapore Classic (21-24 marzo) per proseguire con tappe successive in India, Corea del Sud, Giappone e Cina, incastonate tra due Major, il Masters (11-14 aprile) e l’US PGA Championship (16-19 maggio).

Al Laguna National Golf Resort Club di Singapore torna in campo Matteo Manassero, reduce dal successo nel Jonsson Workwear Open, il quinto in carriera e arrivato dopo quasi undici anni (il 26 maggio 2013 vinse il BMW PGA Championship). Insieme a lui saranno al via altri sette azzurri: Guido Migliozzi, Edoardo Molinari, Renato Paratore, Lorenzo Scalise, Andrea Pavan, Francesco Laporta e Filippo Celli, ossia tutti coloro con ‘carta’ piena eccetto Francesco Molinari impegnato sul PGA Tour (Valspar Championship).

Difende il titolo il sudafricano Ockie Strydom, 39enne di Kempton Park, con due vittorie sul circuito nella stagione precedente e una sul Sunshine Tour, che tuttavia quest’anno non sembra al top. Ha disputato otto gare con un quarto posto (Bahrain Championship), ma nelle altre non ha brillato e in quattro occasioni è uscito al taglio. Appare dunque difficile un suo bis, mentre tra i favoriti, oltre a Manassero, vanno inseriti gli altri tre vincitori nel 2024, il giapponese Rikuya Hoshino (Qatar Masters), l’olandese Darius Van Driel (Magical Kenya Open) e lo svedese Jordan Gumberg (SDC Championship). Con loro l’irlandese Shane Lowry, vincitore di un Major (The Open, 2019), il danese Rasmus Hojgaard, l’austriaco Bernd Wiesberger, i francesi Matthieu Pavon e Ugo Coussaud (un secondo posto in Qatar e ultime otto prestazioni tutte a premio), lo statunitense Sean Crocker e i sudafricani Thriston Lawrence e Zander Lombard. Tra gli orientali, oltre a Hoshino, il malese Gavin Green, il giapponese Keita Nakajima e i cinesi Haotong Li e Ashun Wu. Nel field anche l’inglese Paul Casey, attualmente sulla LIV Golf, che torna a disputare un torneo del tour continentale, dove vanta 15 titoli, dopo un’assenza di 26 mesi.

Quanto agli azzurri, detto di Manassero, rientrano dopo aver saltato due tornei e offerto un inizio di stagione piuttosto altalenante Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Filippo Celli e Renato Paratore (che però ha dalla sua la seconda piazza nel South African Open) tutti alla ricerca di continuità nel rendimento. Lorenzo Scalise sarà all’ottava presenza consecutiva (11° in Kenya) come Andrea Pavan (11° nel Jonsson Workwear Open) e Francesco Laporta alla terza, ma negli otto eventi a cui ha preso parte si è classificato 10° nel South African Open ed è uscito una sola volta al taglio. Il montepremi è di 2.500.000 dollari (circa 2.300.000 euro). Il primo concorrente che realizzerà una "hole in one" alla buca 17, avrà in premio una Porsche Panamera Turbo E-Hybrid.

La gara su Sky e in streaming su NOW - Il Porsche Singapore Classic sarà trasmesso da Sky, canale Sky Sport Golf e prima giornata anche su Sky Sport Uno, e in streaming su NOW con collegamenti agli orari seguenti: giovedì 21 marzo e martedì 22, dalle ore 6 alle ore 11; sabato 23, dalle ore 3,30 alle ore 8; domenica 24, dalle ore 3 alle ore 8. Commento di Massimo Scarpa, Marco Cogliati, Claudio Viganò e di Giovanni Dassù.

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